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Nicolò Chetta

 

 

Nato a Contessa Entellina il 31 luglio 1741, a 11 anni fu ammesso al Seminario greco-albanese di Palermo ed il 2 maggio 1766 fu consacrato sacerdote di rito bizantino-greco nel Pontificio Collegio Greco “S. Atanasio” di Roma.

Dopo aver ricoperto per qualche anno l’incarico di cappellano sacramentale nella parrocchia di rito bizantino a Contessa, fu chiamato ad assumere la carica di vice-rettore del seminario greco-albanese di Palermo.

Tornò dopo qualche anno per motivi familiari a Contessa, dove si dedicò agli studi etnografici, storici e teologici.

Dal 1777 fu Rettore del Seminario greco-albanese di Palermo, di cui diventò benefattore, costruendo a sue spese il terzo piano della sede del seminario medesimo.

Con la sua vasta cultura diede un contributo significativo all’attività religiosa del Seminario, dedicando particolare cura alla formazione dei seminaristi, finalizzata al recupero, al ripristino e all’osservanza della autentica tradizione liturgica bizantina.

Le sue opere principali sono:

- Vocabolario italo-albanese, che comprende circa 5000 vocaboli

- Etimologico della lingua albanese

- Tesoro di notizie su dei Macedoni

- La creazione del mondo

- La dottrina cristiana

- Composizioni poetiche varie di carattere religioso o didascalico.

E’ noto nel mondo culturale italo-albanese ed anche in Albania come poeta e scrittore, per i suoi studi etnografici, storici e teologici. Come storico e letterato diede un significativo impulso alla cultura delle Comunità italo-albanesi. Alcuni suoi scritti, in lingua italiana, albanese e greca, sono stati in parte pubblicati. Le sue opere costituiscono una importante testimonianza della lingua albanese parlata a Contessa nel secolo XVIII. Morì a Palermo il 15 dicembre 1803.

 

Spiridione Lo Jacono

 

 

  Nato a Contessa il 18 febbraio 1812, a 12 anni fu accolto nel Seminario Greco-albanese di Palermo, dove si distinse per diligenza ed impegno allo studio, e dove fu ordinato sacerdote nel 1835.

Durante l’epidemia scoppiata a Contessa nel 1837, con abnegazione ammirevole, portò assistenza ai malati di colera. Per questa sua opera filantropica il 30 settembre 1837 ricevette dal sindaco un pubblico attestato di gratitudine e di riconoscenza.

Nel 1837 gli fu affidato l’incarico di insegnante della Scuola Secondaria ed al suo valido interessamento si deve la costruzione, nella chiesa matrice, di alcune opere significative (cappella di S. Aloe, cappella di S. Nicola, una ante-sagrestia, acquisto dell’altare maggiore, sedie corali, pavimento in marmo, organo strumentale) e la costruzione nel 1838 dell’artistica e monumentale “vara” della Madonna della Favara.

Nominato parroco della chiesa matrice nel 1854 continuò con zelo la sua missione di sacerdote e continuò anche a dedicare la sua attenzione allo studio, che gli consentì di tradurre dal greco in italiano alcuni libri liturgici (Divina Liturgia di S. Giovanni Crisostomo, il Vespro del Corpus Domini, la piccola Compieta greca).

E’ anche autore della monografia “Sull’origine e fondazione del comune di Contessa Entellina, colonia greco-albanese della Sicilia”, pubblicata nel 1880.

Morì a Contessa il 2 gennaio 1874, compianto dall’intera popolazione come sacerdote, studioso, educatore e onesto cittadino.

Un monumento marmoreo, opera del Civiletti, lo ricorda nella chiesa parrocchiale greca (navata laterale destra).

 

Antonino Cuccia

 

Nato a Contessa Entellina nel 1850, Nino Cuccia (Strollaku), come tutti i ragazzi contessioti delle famiglie contadine, ben presto dovette dedicarsi ai lavori di campagna. Dotato di una intelligenza non comune, imparò a leggere ed a scrivere.

 

Osservatore acuto del comportamento dei concittadini, ne rilevò gli aspetti più ridicoli, descrivendoli satiricamente. Non ci é rimanasto però nessuna opera scritta direttamente da lui, che fu solito recitare i suoi versi. Conosciamo alcune sue opere, perché il testo venne trascritto da qualcuno, che lo aveva ascoltato dalla sua viva voce.

Di due opere satiriche, “Tania” e “Tavulata” si conoscono il titolo, qualche verso ed il contenuto, tramandati oralmente fino ad oggi.

Nel poemetto “Tania” critica il lavoro delle donne nei campi e mette in rilievo l’avarizia di alcuni contadini. Nel secondo poemetto, “Tavulata”, mette in ridicolo gli interminabili e tradizionali banchetti nuziali (pettegolezzi, litigi, ecc.).

La poesia “Stosanesi”, conosciuta da molti, descrive, con espressioni sintetiche ma molto efficaci, la resurrezione di Cristo e la tradizione, che si rinnova ogni anno a Pasqua a Contessa.

I versi di un’altra poesia, di cui si conosce solo il titolo (“Zotrat” - I preti), illustrano invece i secolari vivaci rapporti tra il clero di rito bizantino ed il clero di rito romano, che nelle comunità siculo-albanesi costituiscono una caratteristica e interessante componente della vita locale.

Molti gli epigrammi e le poesie, composti nella tarda età, di ogni genere e tramandati solo oralmente.

Le sue opere costituiscono una testimonianza significativa sia della lingua albanese parlata a Contessa sia della vita della comunità contessiota, relativamente al periodo in cui visse.

Antonino Cuccia, cultore poco noto della poesia popolare arbëreshe, morì a 88 anni a Contessa Entellina.

 

Papas Lorenzo Tardo

 

 

Nato a Contessa Entellina il 23 ottobre 1883, compie gli studi umanistici ed ecclesiastici nella Badia Greca di Grottaferrata, dove si dedica con impegno ed interesse alla sua duplice vocazione: vita monastica e musica bizantina. Ordinato sacerdote nel 1907, dedica 50 anni di vita monastica alla Comunità assolvendo, con diligenza e competenza, i doveri dei vari uffici affidatigli: direzione del Pontificio Seminario “Benedetto XV”, missione in Albania, direzione dell’Archivio della Badia, direzione della Schola Melurgica, da lui fondata.

Dotato di una straordinaria sensibilità musicale, studia musica bizantina moderna ed occidentale e dedica il suo tempo con impegno ed entusiasmo a ricercare, ordinare, rileggere e capire il vasto, originale e meraviglioso materiale melurgico conservato negli antichi codici della Badia o in altre biblioteche nazionali (Università di Messina, Vaticana, Ambrosiana) ed estere (Monte Athos, Gerusalemme, Sinai).

Padre Lorenzo é pioniere nella scoperta, lettura, trascrizione, interpretazione, pubblicazione ed esecuzione delle melodie antiche bizantine dei codici.

I preziosi volumi e gli articoli (oltre 30), pubblicati dalla stampa specializzata, documentano il suo impegno e lo studio dedicato alla musica bizantina.

Muore a Grottaferrata il 28 luglio 1967..

 

Professore Giuseppe Schirò

 

Giuseppe Schirò, nato a Contessa il 16 giugno 1905, sviluppò la sua attività scientifica, associando in reciproca complementarietà e integrazione, lo studio sulla filologia e storia bizantina da una parte e sull'albanologia dall'altra.

Professore, fu prima incaricato e poi ordinario di filologia bizantina nell'Università di Padova dal 1951 al 1960 e quindi ordinario di filologia e storia bizantina nell'Università di Roma dal 1961 al 1980.

Tra le sue numerose pubblicazioni sono da ricordare:

-"Le epistole greche di Barlaam Calabro" - ( Palermo, 1954 - pp. 360)
-"Analecta hymnica graeca e codicibus eruta Italiae Inferioris" (13 volumi).
L'intensa attività scientifica del prof. Schirò è documentata anche da circa 150 titoli di articoli e monografie pubblicati.

Nel 1979 gli venne conferita la laurea honoris causa dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Atene.

Fu socio delle seguenti istituzioni: Accademia Nazionale di Atene; Syllogos "Parnassòs", Accademia Jonica; Accademia letteraria "Arcadia", Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia, Accademia di Scienze e Lettere di Palermo.

Gli furono conferite le seguenti onorificenze greche: Grande ufficiale dell'ordine di Giorgio I, Grande ufficiale dell'Ordine della Fenice.

Il prof. Giuseppe Schirò morì a Roma il 31 dicembre 1984.

 

Papas Matteo Sciambra

 

Papas Matteo Sciambra, nato a Contessa Entellina il 30 gennaio 1914, fu ordinato sacerdote a Piana degli Albanesi il 16 gennaio 1938.

Svolse la sua prima attività presso il Seminario greco-albanese di Palermo e nel 1957 gli fu affidata la parrocchia di S. Nicolò dei Greci (La Martorana) di Palermo.

Laureato in Lettere presso l'Università di Palermo il 4 dicembre del 1952, iniziò la carriera universitaria come assistente di P. Giuseppe Valentini, titolare della Cattedra di Lingua e Letteratura albanese. Nell'Anno accademico 1967, conseguita la libera docenza, gli fu affidato l'incarico di insegnamento della lingua albanese nella Facoltà di Magistero di Palermo.

Con grande impegno si dedicò all'approfondimento non solo della lingua albanese parlata nelle diverse comunità italo-albanesi ma anche dell'albanese moderno.

Lasciò parecchie opere scritte, pubblicate in forma monografica o dai periodici, le quali riguardano interessanti risultati di ricerche effettuate, con notevole e lodevole impegno, su tematiche arbëreshë: personaggi, opere di poeti e scrittori, istituzioni culturali, religiose ed ecclesiastiche, vari aspetti del peculiare patrimonio culturale, ecc.

Va ricordato anche il suo notevole impegno dedicato alla conservazione e valorizzazione del patrimonio musicale liturgico bizantino delle comunità arbëreshë di Sicilia, di cui ha lasciato alcune raccolte manoscritte.

Papas Matteo Sciambra morì a S. Lorenzo di Parabiago, in Lombardia, il 30 luglio 1967.

 

 

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