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I costumi popolari italo-albanesi vengono indossati in occasione di particolari ricorrenze familiari, religiose o civili. Probabilmente anche gli arbëreshë di Contessa possedevano un “abito” tradizionale che utilizzavano in diverse occasioni celebrative.Ad oggi, purtroppo non si sono potute ritrovare tracce iconografiche e storiche che contenessero espliciti riferimenti a tale consuetudine contessiota. Sulla base però di una terminologia albanese significativa riferentesi a singole componenti dell’abito soprattutto femminile, è stato predisposto un progetto per la ricostruzione di abiti che oggi vengono indossati per la festa dell’8 settembre, a Pasqua e per l’Epifania o in occasione di qualche manifestazione civile e culturale locale.

Il giorno dell'Epifania viene celebrata la S. liturgia solenne e la "Benedizione dell'acqua" nella fontana pubblica "biveri" per commemorare il battesimo di Gesù nel fiume Giordano. Mentre si canta l'inno "En Iordani" una colomba scende scivolando lungo una corda e si ferma sulla fontana davanti al celebrante: simboleggia lo Spirito Santo che apparve nel Giordano sotto forma di colomba. Secondo la tradizione, per l'Epifania si possono trarre gli auspici dell'anno appena cominciato: se quando scende la colonba soffia il vento di tramontana l'annata è povera, se soffia il vento di scirocco l'annata sarà abbondante

La Pasqua a Contessa Entellina è ricca di momenti di intensa preghiera e suggestione. Per le strade i ragazzi il Giovedìì Santo e la notte di Pasqua girano cantando dei canti tradizionali che annunciano la morte e la resurrezione di Cristo.

La notte della Pasqua  il Papas dopo una funzione accende una grossa candela, le luci della chiesa si spengono e i fedeli passano davanti al celebrante accendendo la loro candela e in processione escono fuori. Fuori, con le porte della chiesa chiuse il Papas celebra un'altra funzione alla fine bussa per tre volte annunciando la resurrezione di Cristo.All'inizio la porta della chiesa rimane chiusa, ma dopo viene spalancata e i fedeli entrano.

Secondo il calendario liturgico romano il 2 novembre si commemorano i defunti, mentre nel calendario liturgico bizantino tale commemorazione ricorre il sabato che precede la domenica di Carnevale ed il sabato che precede la domenica di Pentecoste.

Per tali ricorrenze vengono dedicate ai defunti particolari e più frequenti funzioni religiose: messa nella cappella del cimitero, visita ai defunti, particolari funzioni religiose celebrate nella Chiesa dedicata alle Anime Sante del Purgatorio.

Come ricordano molte persone anziane, fino a 50 anni fa, nella predetta chiesa, per tutto il mese di novembre, al mattino presto si pregava per i defunti: si recitava il rosario, veniva celebrata la S. Messa, in parte cantata, ed a conclusione si cantava il noto inno arbëresh “Parkalésiëm për shpìrtrat e mirë”.

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