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Statuto

 

 

 

STATUTO DELL’UNIONE DEI COMUNI “BESA”

 

TITOLO  I

PRINCIPI FONDAMENTALI

 

ART. 1 – ISTITUZIONE DELL’UNIONE

  1. In attuazione del Testo Unico sull’Ordinamento degli Enti Locali e successive modifiche ed integrazioni, di seguito brevemente indicato “Tuel”, e delle leggi regionali concernenti la disciplina delle forme associative tra Enti Locali, è costituita l’Unione dei Comuni denominata “BESA”.
  2. Formano l’Unione i comuni arbëreshë di, Contessa Entellina, Mezzojuso, Palazzo Adriano, Piana degli Albanesi, S. Cristina Gela.
  3. L’Unione ha sede legale in Piana degli Albanesi. L’Ente può stabilire sedi istituzionali, amministrative, filiali, uffici operativi e di rappresentanza, o quant’altro occorra, nei comuni aderenti e ovunque si renda necessario.
  4. L’ambito territoriale dell’Unione coincide con quello dei Comuni che la costituiscono.
  5. L’Unione si dota, con deliberazione del consiglio, di un proprio stemma, la cui riproduzione ed uso sono consentiti previa autorizzazione del Presidente dell’Unione.

 

ART. 2 – FINALITÁ E  COMPITI  DELL’UNIONE

  1. L’Unione si costituisce per lo svolgimento di una pluralità di funzioni dei Comuni aderenti e, a tal fine, costituisce ambito ottimale per la relativa gestione associata.
  2. Essa promuove ogni collaborazione istituzionale con tutte le analoghe espressioni dell’albanofonia (europea ed extraeuropea), con le autorità religiose, con le istituzioni accademiche, con le istituzioni scolastiche e con le diverse realtà associative che operano in questa ambito.
  3. È compito dell’Unione promuovere l’integrazione dell’azione amministrativa fra i Comuni che la costituiscono, da realizzarsi mediante la progressiva unificazione delle funzioni comunali e l’armonizzazione degli atti normativi e generali.
  4. Nell’organizzazione e nello svolgimento delle proprie attività l’Unione si conforma ai principi di sussidiarietà, efficacia, efficienza ed economicità, nonché ai principi previsti dalla legislazione europea, statale e regionale in tema di tutela delle minoranze linguistiche.
  5. L’azione amministrativa dell’Unione tende al costante miglioramento delle funzioni esercitate secondi criteri di qualità totale.

 

ART. 3 – DURATA E SCIOGLIMENTO DELL’UNIONE

  1. L’Unione è costituita a tempo indeterminato.
  2. Lo scioglimento dell’Unione è disposto con conformi deliberazioni dei consigli dei Comuni aderenti e del consiglio dell’Unione, adottate con le procedure e la maggioranza richieste per le modifiche statutarie, nelle quali si disciplinano:

a) la decorrenza dello scioglimento, coincidente, ove possibile, con la scadenza dell’esercizio finanziario;

b) le modalità del subentro dei Comuni aderenti nei rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo all’Unione;

c) la destinazione delle risorse strumentali ed umane dell’Unione.

 

ART. 4 – ADESIONE DI NUOVI COMUNI E RECESSO DALL’UNIONE

  1. L’adesione all’Unione di nuovi comuni di origine arbëreshë, deliberata dal consiglio comunale con le procedure e la maggioranza richieste per le modifiche statutarie, è subordinata alla espressa modifica del presente statuto, approvata dai consigli dei Comuni già aderenti, su proposta del consiglio dell’Unione.
  2. L’adesione ha in ogni caso effetto a decorrere dal successivo esercizio finanziario.
  3. Ogni Comune partecipante all’Unione può recedere unilateralmente, con deliberazione consiliare adottata con le procedure e le maggioranze richieste per le modifiche statutarie.
  4. Il recesso deve essere deliberato entro il mese di giugno ed ha effetto a decorrere dall’esercizio finanziario successivo. Dal medesimo termine ha luogo la caducazione dei componenti degli organi dell’Unione rappresentanti dell’ente receduto. Il recesso non può avvenire prima di cinque anni dall’adesione all’Unione, salvi i casi di scioglimento.
  5. Gli organi dell’Unione provvedono alla modifica di regolamenti o altri atti deliberativi assunti eventualmente incompatibili con la nuova dimensione dell’Ente.

 

ART. 5 – FUNZIONI DELL’UNIONE

1. È conferito all’Unione l’esercizio delle seguenti funzioni amministrative e la conseguente attività gestionale:

  1. funzioni culturali  attinenti alla tutela e alla valorizzare del patrimonio artistico, bibliografico, culturale, documentario, etnico, folcloristico, linguistico, musicale, religioso arbëresh.
  2. funzioni relative alla conservazione dei beni culturali delle comunità;
  3. funzioni e misure di sostegno alla ricerca pedagogica, alla sperimentazione e all'innova­zione didattica finalizzate all'insegnamento della lingua e della cultura arbëreshe ed albanese;
  4. funzioni concernenti l’implementazione di reti di collegamento tra biblioteche, archivi, musei, fonti d’informazione dedicata e quant’altro connesso;
  5. funzioni di sviluppo locale correlate alla tradizione artigianale, artistica, bibliografica, culturale, documentaria, etnica, folcloristica, linguistica, musicale, religiosa;
  6. funzioni concernenti l’attività di informazione e comunicazione finalizzata a:
  1. favorire la conoscenza e la formazione su tutti gli strumenti normativi (comunitari, nazionali e regionali) concernenti le minoranze linguistiche e lo sviluppo dei rapporti culturali con le comunità albanofone italiane, europee ed extraeuropee;
  2. promuovere conoscenze allargate e approfondite sui temi di rilevante interesse pubblico e sociale concernenti la tutela e valorizzazione della lingua e delle tradizioni arbëreshe;
  3. promuovere la comunicazione attraverso ogni modalità tecnica, tecnologica ed organizzativa, con ogni mezzo (medium) idoneo ad assicurare la necessaria diffusione di messaggi ovvero mediante manifestazioni culturali, folcloristiche, religiose ed artistiche, convegni, seminari, organi di stampa, attività grafico-editoriali su qualunque supporto, strutture e reti informatiche, sistemi radio-televisivi, iniziative di comunicazione integrata, sistemi telematici multimediali, attività di monitoraggio e quant’altro connesso e correlato;
  1. funzioni inerenti l’erogazione di servizi, connessi alla tematica in oggetto, alle persone e alle imprese;
  1. funzioni di raccordo delle proprie attività con quelle di altre minoranze linguistiche presenti nel territorio italiano, europeo ed extraeuropeo al fine di favorirne lo sviluppo dei rapporti culturali;
  1. funzioni concernenti la formazione;
  2. funzioni relative alla promozione del turismo culturale arbëreshë.

 

ART. 6 – MODALITA’ DI  ATTRIBUZIONE  DI ALTRE  COMPETENZE ALL’UNIONE

  1. Le eventuali ulteriori competenze si perfezionano con l’approvazione, da parte dei consigli comunali aderenti, di conformi deliberazioni, nelle quali sono richiamati i profili organizzativi di ciascuna funzione ed i rapporti finanziari tra gli enti e con l’adozione di una deliberazione da parte del consiglio dell’Unione di recepimento e disciplina delle nuove competenze ad essa attribuite.

 

TITOLO  II

ORGANIZZAZIONE DI GOVERNO

 

ORGANI DELL’UNIONE

 

ART. 7 – ORGANI

  1. Sono organi dell’Unione: il Consiglio, la Giunta e il Presidente.
  2. Gli organi dell’Unione hanno durata corrispondente a quella degli organi dei Comuni partecipanti e sono quindi soggetti al rinnovo all’inizio di ogni mandato amministrativo. Nel caso di tornate elettorali differenziate temporalmente, si provvede unicamente al rinnovo dei rappresentanti dei Comuni interessati alle elezioni.

 

ART. 8 -  IL CONSIGLIO. COMPOSIZIONE E PRESIDENZA

  1. Il consiglio dell’Unione si compone da un numero di tre consiglieri eletti dai consigli dei comuni aderenti con il sistema del voto limitato ad uno ed in un’unica votazione.
  2. Il consiglio dell’Unione adotta un proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
  3. Il Consiglio elegge al suo interno un presidente ed un vicepresidente con le modalità previste dalla legislazione vigente per l’elezione del presidente del consiglio comunale. Il presidente del Consiglio dura in carica tre anni e la relativa carica non può essere rivestita da un rappresentante dello stesso Comune del Presidente dell’Unione pro tempore.
  4. La prima seduta del consiglio è presieduta dal componente più anziano per età.
  5. Il Consiglio determina l’indirizzo politico-amministrativo dell’Unione e ne controlla l’attuazione adottando gli atti fondamentali.
  6. Il programma amministrativo recante gli indirizzi generali di governo dell’Ente,presentato dal presidente dell’Unione ed approvato dal consiglio, costituisce il principale atto di riferimento sul quale il consiglio esercita le proprie funzioni di indirizzo e controllo sulla azione politico-amministrativa dell’Ente.
  7. Il Consiglio non può delegare le proprie funzioni ad altri organi dell’Unione.

 

ART. 9 – COMPETENZE DEL CONSIGLIO

 

 

ART. 10 – DIRITTI  E  DOVERI DEI  CONSIGLIERI

  1. I consiglieri rappresentano l’intera comunità dell’Unione ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato.
  2. I consiglieri esercitano le funzioni e godono delle prerogative stabilite dalla legge, secondo le procedure e le modalità stabilite dal regolamento interno del Consiglio.

 

ART. 11 – DECADENZA E DIMISSIONI DEI CONSIGLIERI

  1. Può essere dichiarato decaduto il consigliere che, senza giustificato motivo, non intervenga a quattro sedute consecutive del consiglio e non presenti idonee giustificazioni. La decadenza si perfeziona con la deliberazione del consiglio dell’Unione.
  2. Le dimissioni dalla carica di consigliere, indirizzate per iscritto al Presidente del consiglio dell’Unione, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell’Ente. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci.
  3. La decadenza e le dimissioni da consigliere comunale, nelle ipotesi disciplinate dalla legge e dal regolamento del consiglio comunale di appartenenza, determinano la decadenza dalla carica di consigliere, appena divenute efficaci.
  4. Nelle ipotesi previste dai commi precedenti, il consiglio comunale cui il consigliere decaduto o dimesso appartiene, provvede quanto prima ad eleggere al proprio interno un nuovo consigliere dell’Unione, mantenendo l’originario rapporto numerico tra maggioranza e minoranza in seno ai propri membri presso il consiglio dell’Unione.

 

ART. 12 – COMPOSIZIONE E NOMINA DELLA GIUNTA

  1. La Giunta è composta dal presidente, dal vicepresidente e dagli altri Sindaci dei Comuni aderenti all’Unione. I Sindaci possono delegare un assessore a svolgere le funzioni di componente della Giunta dell’unione.
  2. Nel corso della sua prima seduta, convocata dal Sindaco del Comune sede dell’Unione entro quindici giorni dall’insediamento, la Giunta dell’Unione elegge a maggioranza assoluta il primo presidente dell’Unione tra i Sindaci dei Comuni che la costituiscono. In caso di parità, la votazione viene immediatamente ripetuta. In caso di ulteriore parità, è eletto presidente il Sindaco più anziano d’età. Il presidente dura in carica due anni. Per i mandati successivi al primo la carica viene ricoperta secondo criteri di rotazione.
  3. Il presidente, il vicepresidente e gli altri componenti della Giunta dell’Unione possono delegare l’esercizio delle funzioni ad un assessore del Comune nel quale rivestono la carica di sindaco. La delega, che è posta in essere per un periodo ben determinato, ha effetti anche sull’erogazione delle indennità di cui alla L.R. n. 30/00.
  4. Il presidente dell’Unione dà comunicazione al consiglio della proposta degli indirizzi generali di governo dell’ente, che formano il proprio programma amministrativo, che il consiglio approva in apposito documento.
  5. Il Presidente svolge le funzioni attribuite dalla legge al Sindaco, in quanto compatibili con il presente statuto. In particolare, il Presidente sovrintende all’espletamento delle funzioni attribuite all’Unione ed assicura l’unità di indirizzo politico-amministrativo dell’ente, promuovendo e coordinando l’attività dei componenti della Giunta.

 

ART. 13 – ELEZIONE E COMPETENZE DEL PRESIDENTE DELL’UNIONE

 

ART. 14 – IL VICEPRESIDENTE

  1. Il vicepresidente, nominato dal presidente tra i membri della Giunta, sostituisce il presidente in caso di assenza o di impedimento temporaneo.
  2. Nelle stesse ipotesi, le funzioni di vicepresidente sono esercitate dal componente più anziano di età.

 

ART. 15 – COMPETENZE DELLA GIUNTA

  1. La Giunta collabora con il presidente nell’amministrazione dell’Unione.
  2. Il presidente affida ai singoli componenti il compito di sovrintendere ad un particolare settore di amministrazione o a specifici progetti.
  3. La Giunta adotta collegialmente gli atti di rilevanza esterna che non siano dalla legge o dal presente statuto direttamente attribuiti alla competenza del consiglio, del presidente, ovvero dei dipendenti ai quali siano state attribuite le funzioni di direzione.

 

ART. 16 – NORMATIVA APPLICABILE

  1. Ove compatibili con il presente Statuto, si applicano agli organi dell’Unione e ai loro componenti le norme d funzionamento, di distribuzione delle competenze, di stato giuridico ed economico e di incompatibilità stabilite dalla legge per gli enti locali.

 

TITOLO  III

ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA

 

ART. 17 – PRINCIPI GENERALI

1.  L’organizzazione degli uffici deve assicurare l’efficace perseguimento degli obiettivi programmatici stabiliti dagli organi di governo. L’ordinamento generale degli uffici è determinato, nel rispetto della legge, del presente statuto e dei contratti collettivi di lavoro, da uno o più regolamenti deliberati dalla Giunta e da atti di organizzazione.

  1. Di regola l’Unione si avvale delle prestazioni delle risorse umane dei Comuni aderenti (art. 1 comma 557 L. 311/04)  e solo in caso di comprovata esigenza mediante altre forme previste per legge.

 

ART. 18 – PRINCIPI DI COLLABORAZIONE

  1. L’Unione adotta iniziative dirette ad assimilare ed unificare i diversi metodi e strumenti di esecuzione dell’attività amministrativa tra i Comuni partecipanti.

 

ART. 19 – PRINCIPIO DELLA PARTECIPAZIONE

  1. L’Unione assicura a tutta la popolazione residente il diritto di partecipare alla formazione delle proprie scelte politico-amministrative e favorisce l’accesso alle informazioni, ai documenti. Le forme della partecipazione e dell’accesso sono stabilite da appositi regolamenti approvati dal Consiglio.

 

TITOLO  IV

FINANZA E CONTABILITA’

 

ART. 20 – FINANZE DELL’UNIONE

  1. L’Unione ha autonomia finanziaria, nell’ambito delle leggi sulla finanza pubblica locale, fondata sulla certezza delle risorse proprie o trasferite.
  2. Il presidente dell’Unione cura di presentare richiesta per l’accesso a contributi disposti a favore delle forme associative.

 

ART. 21 – BILANCIO E PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA

  1. L’Unione delibera, entro i termini previsti per i Comuni, con i quali si coordina se necessario ed opportuno al fine di assicurarne la reciproca omogeneità funzionale, il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario successivo.

 

ART. 22 – ORDINAMENTO CONTABILE E SERVIZIO FINANZIARIO

  1. L’ordinamento contabile dell’Unione e, in particolare, la gestione delle entrate e delle spese previste nel bilancio, sono disciplinati dalla legge e dal regolamento di contabilità approvato dal consiglio dell’Unione.
  2. Il conferimento di funzioni ed attività all’Unione comporta il trasferimento delle corrispondenti risorse finanziarie dei Comuni.

 

ART. 23 – SEGRETARIO/DIRETTORE GENERALE

  1. Il Presidente sceglie il segretario/direttore  generale prioritariamente tra i segretari dei Comuni aderenti all’Unione ovvero tra altri segretari comunali.

 

ART. 24 – VICE SEGRETARIO

  1. Il segretario generale potrà essere coadiuvato da un vicesegretario scelto tra i dirigenti o i funzionari dei Comuni facenti parte dell’Unione che svolgerà le funzioni vicarie, in caso di assenza o impedimento del segretario generale dell’Unione.

 

TITOLO  V

NORME TRANSITORIE E FINALI

 

ART. 25 – PRESIDENTE TEMPORANEO

  1. Fino all’elezione del presidente, svolge le funzioni di presidente dell’Unione il Sindaco del Comune sede della medesima.

 

ART. 26 – ATTI REGOLAMENTARI

  1. Ove necessario, sino all’emanazione di propri atti regolamentari, il consiglio può deliberare, su proposta della Giunta, di adottare provvisoriamente i regolamenti in vigore presso i Comuni che costituiscono l’Unione. Fino all’adozione del proprio regolamento interno, il consiglio dell’Unione applica, in quanto compatibile, il regolamento consiliare del Comune sede dell’Unione.

 

ART. 27 – INEFFICACIA DELLE NORME REGOLAMENTARI COMUNALI INCOMPATIBILI

  1. Il trasferimento di funzioni comunali all’Unione determina, salvo diversa volontà espressa recata negli atti di trasferimento e fatti comunque salvi i diritti dei terzi, l’inefficacia della normativa comunale in materia. Tali effetti si producono dal momento in cui divengono esecutivi gli atti dell’Unione deputati a surrogare le disposizioni normative comunali.

 

ART. 28 – PROPOSTE DI MODIFICA DELLO STATUTO

  1. Le proposte di modifica del presente statuto, deliberate dal consiglio dell’Unione, sono inviate ai consigli dei Comuni partecipanti per la loro approvazione.

 

ART. 29 – NORMA TRANSITORIA E FINALE

  1. Per quanto non espressamente disciplinato dal presente regolamento, si rinvia alle disposizioni vigenti in materia di autonomie locali.
  2. Copia del presente statuto e degli atti che eventualmente lo modificano sono affissi all’Albo Pretorio dei Comuni partecipanti all’Unione.

 

 

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